Storia della ditta Favre

Le radici della tradizione

Le radici della tradizione

La storia della mia famiglia e della nostra ditta ha inizio all'inizio dell'Ottocento, quando il mio quintavo, François-Joseph Favre, un maniscalco originario di Tignes, decise di trasferirsi a La Thuile, in Valle d'Aosta. L’area offriva nuove opportunità grazie alla crescente richiesta di artigiani specializzati, favorita dalla presenza di miniere di carbone. Suo figlio, Jean-Laurent Favre, portò avanti questa tradizione, fondando ufficialmente una bottega artigiana nel 1867. La bottega si trovava in via Monte Solarolo, dove si possono ancora vedere tracce di quell'attività, come un vecchio maglio e ferri da mulo murati nei muri, utilizzati per ferrare gli animali.

Giovanni Battista Favre, mio trisnonno, continuò questa tradizione familiare, facendo crescere la bottega e rafforzando la nostra reputazione. Giovanni Battista prestò servizio anche nell’artiglieria, un’esperienza che gli permise di perfezionare ulteriormente l'arte della ferratura, essenziale per l'epoca. La nostra famiglia divenne nota con il soprannome 'Dan Dan', che riprende il suono del martello che batte sull'incudine, un suono costante che ha scandito il nostro lavoro per generazioni.

Prima metà del novecento

Prima metà del novecento

Durante la Prima Guerra Mondiale, mio bisnonno, Lorenzo Felice Favre, prestò servizio nei cavalleggeri di Vercelli, mantenendo il nostro legame con il mondo equestre. Tornato alla vita civile, Lorenzo Felice si trovò ad affrontare un periodo estremamente difficile durante il Ventennio fascista, ma, pur non avendo mai aderito al partito fascista, riuscì con grande fatica a mantenere aperta la bottega di famiglia. Le pressioni e le difficoltà furono molte, ma Lorenzo Felice si rifiutò di compromettere i suoi principi, preferendo affidarsi solo alle sue abilità artigianali. Continuò a servire con dedizione chi aveva bisogno, anche in quei tempi difficili, guadagnandosi il rispetto della comunità per il suo coraggio e la sua integrità.

Mio nonno, Osvaldo Favre, crebbe in questo contesto, apprendendo fin da bambino i valori della perseveranza e dell’etica del lavoro, oltre all'arte della mascalcia. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Osvaldo venne chiamato alle armi e si distinse alla scuola di mascalcia di Pinerolo, classificandosi terzo tra 72 allievi, a dimostrazione della sua straordinaria abilità. Venne poi assegnato al prestigioso reggimento Nizza Cavalleria e inviato al fronte in Jugoslavia. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, Osvaldo riuscì a tornare ad Aosta, dove riprese la gestione della bottega. Ma il suo contributo non si fermò qui: Osvaldo divenne una figura importante all'interno del movimento di Resistenza contro l'occupazione nazifascista. La nostra bottega divenne un punto di riferimento per i partigiani, fungendo da luogo di supporto discreto e sicuro per chi lottava per la libertà.

Il Dopoguerra

Il Dopoguerra

Rinascita della Bottega

Con la fine della guerra, Osvaldo dedicò tutte le sue energie a far rinascere la bottega, che tornò a essere un centro fondamentale per la comunità locale. Si ferravano cavalli e muli per contadini, carrettieri e persino per le pompe funebri; il nostro lavoro era al centro della vita economica e sociale del territorio. Negli anni '60, con l'avvento della meccanizzazione e la riduzione dell’uso di cavalli e muli, Osvaldo seppe adattarsi ai cambiamenti. Decise di espandere l'attività artigianale, concentrandosi anche sulla produzione di oggetti in ferro battuto e sull'arte fabbrile. In questo contesto, il ruolo delle donne della mia famiglia fu cruciale: mia bisnonna Benedetta Girardi gestiva il negozio di ferramenta, mentre mia nonna Egle Tatti si occupava della contabilità e dell’organizzazione della ditta, assicurandosi che tutto funzionasse perfettamente dietro le quinte.

Marco Favre, mio padre

Marco Favre, mio padre

Il Custode della Tradizione

Mio padre, Marco Favre, nato nel 1947, crebbe in un periodo di grandi trasformazioni. Da giovane, trascorse molte giornate nella bottega, imparando l'arte del ferro battuto e osservando l'evoluzione dell'attività. Negli anni '80, prese la decisione di concentrarsi sulla gestione del negozio di ferramenta, trasformandolo in un esercizio stimato nel centro di Aosta. Tuttavia, non abbandonò mai la tradizione della forgiatura, continuando a realizzare pezzi unici, che vennero esposti in mostre e concorsi, ottenendo riconoscimenti per la loro qualità artistica. Grazie a lui, ho imparato non solo le tecniche del mestiere, ma anche il rispetto e l’amore per questa arte tramandata da generazioni.

Il mio ritorno alle Radici

Il mio ritorno alle Radici

Un Viaggio tra Cultura, Arte e Tradizione

Il mio lavoro rappresenta la continuità di questa tradizione. Ho deciso di riprendere in mano l’attività familiare, arricchendo la nostra eredità con nuove prospettive, frutto delle mie esperienze e delle mie ricerche. Ogni pezzo che realizzo non è solo un oggetto funzionale, ma una vera e propria opera d'arte fabbrile che unisce praticità e bellezza, mantenendo vivo lo spirito artigianale che ha caratterizzato la mia famiglia per oltre due secoli.